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QUALITA' DELL'ARIA , LA COMMISIONE EUROPEA AVVERTE L'ITALIA

QUALITA' DELL'ARIA  , LA COMMISIONE EUROPEA AVVERTE L'ITALIA
La Commissione europea ha inviato un ultimo avvertimento all’Italia perché adotti azioni appropriate contro l’emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica, dal momento che tale paese non è ancora riuscito a risolvere il problema dei livelli persistentemente elevati di polveri sottili, che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica. 

Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le trenta zone interessate sono situate nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L’avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in nove zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).

Le misure legislative e amministrative finora adottate dall’Italia non sono bastate a risolvere il problema.

La decisione fa seguito alla lettera di costituzione in mora inviata all’Italia nel giugno 2016.

Se l’Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.

La Commissione ha avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di particolato PM10 anche nei confronti di altri quindici Stati membri (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e in due di questi casi (Bulgaria e Polonia) è stata adita la Corte di giustizia dell’Unione europea.

La Commissione ha inoltre intrapreso un’azione legale riguardante l’NO2 nei confronti di dodici Stati membri, attualmente oggetto di procedure d’infrazione: l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Francia, la Germania, l’Italia, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica ceca, la Spagna e l’Ungheria.

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